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Terzo settore: un gruppo di giovani under 30 promuove Unhate Foundation per i ragazzi

La Unhate Foundation, fondata da Alessandro Benetton, combatte l'odio attraverso solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità, coinvolgendo i giovani in progetti innovativi per un futuro migliore.
Lorenzo Zucchetti 20 Febbraio 2025

La recente costituzione di Unhate Foundation come ente del terzo settore segna un passo significativo nella lotta contro l’odio, un fenomeno in crescita che colpisce le nuove generazioni. Fondata da Alessandro Benetton nel 2011, la Fondazione ha come obiettivo principale quello di promuovere solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità attraverso progetti innovativi. Questo nuovo capitolo, avviato nel 2025, si propone di coinvolgere i giovani in percorsi di crescita e sviluppo del loro potenziale.

Le aree di intervento della Fondazione

Unhate Foundation si concentra su quattro aree principali che affrontano le radici della cultura dell’odio. La prima area è la mobilità sociale, che mira a trasformare il merito in opportunità, valorizzando i talenti inespressi e promuovendo l’impegno tra i giovani. La seconda area è l’educazione, dove l’obiettivo è migliorare la qualità dei luoghi di formazione, creando spazi inclusivi e dinamici per favorire l’apprendimento. La terza è la cultura, attraverso la quale si utilizza il patrimonio culturale per promuovere il dialogo intergenerazionale. Infine, la quarta area è dedicata agli studi e alla ricerca, con l’intento di promuovere ricerche innovative che generino cambiamenti positivi nelle comunità. Il motto “for a generation of change” sottolinea l’importanza di avere giovani under-30 come protagonisti del cambiamento.

Leadership e comitato scientifico

A guidare Unhate Foundation è Irene Boni, già CEO di Talent Garden e General Manager di Yoox, che porta con sé un’esperienza consolidata nel settore dell’educazione e del digitale. Per supportare il consiglio di amministrazione, composto da sei membri, è stato creato un comitato scientifico composto principalmente da giovani professionisti, affiancati da esperti “fuori quota” per garantire un dialogo intergenerazionale. Questo comitato ha il compito di definire le priorità strategiche e le direttrici progettuali della Fondazione.

I membri del comitato scientifico provengono da settori diversi, tra cui start-up, accademia, arte e sport. Tra di loro, Huda Lahoual, una giovane podcaster, Chiara Schettino, co-fondatrice di una start-up per la donazione di sangue, e Irma Testa, pugile medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Questa varietà di esperienze e background contribuisce a un approccio multidisciplinare e inclusivo.

Il contesto attuale e le sfide da affrontare

Nel 2025, il fenomeno dell’odio si manifesta in forme sempre più preoccupanti, amplificato dall’uso dei social media. Secondo studi recenti, il 40% dei giovani italiani tra i 15 e i 19 anni ha partecipato a risse, mentre il 49% dei giovani europei tra i 16 e i 29 anni ha assistito a episodi di odio online, con effetti negativi sul loro benessere psicologico. Le cause di questo fenomeno sono molteplici, tra cui l’incertezza economica, l’isolamento e le disuguaglianze educative.

Unhate Foundation si propone di affrontare queste problematiche, mirando a rimuovere gli ostacoli che impediscono una vera inclusione sociale. La Fondazione intende promuovere un linguaggio positivo e inclusivo, contrastando la narrazione dell’odio che spesso permea la società contemporanea.

Collaborazioni e sostenitori

La Fondazione si avvale del supporto di istituzioni e aziende, tra cui Edizione, Mundys e Aeroporti di Roma, che condividono la sua missione e contribuiscono con risorse e competenze. Alessandro Benetton, ideatore e Presidente, ha espresso l’auspicio che sempre più realtà si uniscano a questa causa, contribuendo a progetti e iniziative che puntano a costruire un futuro migliore.

Benetton ha sottolineato l’importanza di coinvolgere i giovani nella realizzazione di iniziative che li riguardano direttamente. L’approccio della Fondazione è quello di lavorare fianco a fianco con i giovani, promuovendo una cultura di impresa che metta al centro le loro esigenze e aspirazioni.

Un futuro di cambiamento

Irene Boni ha evidenziato come l’odio rappresenti un problema complesso, che richiede un’azione coordinata tra diversi settori. L’obiettivo è costruire un’infrastruttura relazionale in grado di generare cambiamenti concreti e duraturi, dove i giovani non siano solo destinatari di interventi, ma veri protagonisti di un movimento di cambiamento. La Fondazione è determinata a lavorare per creare uno spazio in cui le nuove generazioni possano costruire un futuro in cui credono, promuovendo il dialogo e la solidarietà come valori fondamentali.

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