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Partita IVA: come si apre e quanto costa

Nicoletta Chiara Romano 3 Luglio 2019
Ufficio camerale

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/portatile-ufficio-mano-scrittura-3196481/

Scopriamo insieme come aprire una partita IVA, i costi da sostenere e una serie di informazioni utili.

Aprire una partita IVA è abbastanza semplice, oltre ad essere la soluzione migliore per chi vuole mettersi in proprio. Il vostro commercialista vi aiuterà e vi consiglierà al meglio. Nel frattempo, questo articolo vi darà le prime linee guida per capire cos’è la partita IVA, come funziona e come aprirla!

Informazioni generali

Aprire una partita IVA è gratuito: basta comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio dell’attività, entro 30 giorni dal primo, mediante i modelli scaricabili dal sito. Tali documenti possono poi essere consegnati a mano all’ufficio dell’Agenzia, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno oppure inviati online, scaricando un apposito software

La partita IVA ha un numero identificativo di 11 cifre. Le prime sette indicano il contribuente, le successive tre il codice dell’ufficio delle Entrate e l’ultima è una cifra di controllo.

Al momento dell’apertura, è necessario scegliere:

  • Codice ATECO (in riferimento all’attività specifica);
  • Regime contabile (forfettario o a contabilità ordinaria).
Ufficio camerale
Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/portatile-ufficio-mano-scrittura-3196481/

Sarà necessario poi recarsi all’Inps per aprire la posizione previdenziale. Inoltre, chi registra una ditta individuale deve scrivere sia alla Camera di Commercio sia al Comune di appartenenza per comunicare l’avvio dell’attività. Possono aprire la P.I. tutti i titolari di società e i professionisti autonomi.

Quanto costa mantenere la partita IVA?

Come già menzionato, aprire la P.I. è gratuito; tuttavia, ci sono una serie di spese di mantenimento da considerare.

In caso di regime a contabilità ordinaria, bisogna considerare circa 80-100€ annui da pagare alla Camera di Commercio, circa 1000€ annui per il commercialista, i contributi Inps, l’Irpef e l’Irap.

Invece, per quanto riguarda coloro che scelgono il regime forfettario, bisogna ricordare che questa tipologia ha l’esenzione dall’IVA e una tassazione ridotta per i primi cinque anni. Per contro, però, non è possibile dedurre né detrarre le spese sostenute.

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