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L’economia dell’Ue manterrà la sua competitività? Parla il Ceo di Barclays Europe

Il CEO di Barclays Europe, Francesco Ceccato, analizza l'impatto dei dazi sull'economia europea e la necessità di attrarre maggiori capitali per sostenere la competitività del continente.
Serena Libra 19 Marzo 2025

Il CEO di Barclays Europe, Francesco Ceccato, ha recentemente condiviso le sue riflessioni riguardo all’impatto dei dazi sull’economia europea e alla continua attrattività del continente per gli investitori. In un’intervista esclusiva con Angela Barnes, Business Editor di Euronews, Ceccato ha evidenziato come le attuali dinamiche di mercato stiano influenzando le decisioni degli investitori.

Performance delle borse europee nel 2025

Nel corso del 2025, le Borse europee hanno mostrato performance superiori rispetto a Wall Street. Secondo un’analisi di Morgan Stanley, per trovare risultati simili a quelli attuali bisogna risalire a 25 anni fa, al 2000. L’indice MSCI Europe ha registrato un incremento di oltre il 9% dall’inizio dell’anno, superando il +4,5% dello S&P 500. Un sondaggio recente condotto da Bank of America ha rivelato che il 39% netto dei gestori di fondi ha adottato una posizione più favorevole verso le azioni europee, il livello più alto dal 2021. Al contempo, il 23% degli investitori ha ridotto le proprie esposizioni verso le azioni statunitensi. Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che il rialzo delle azioni europee possa proseguire, con potenziali guadagni fino al 6% nei prossimi dodici mesi.

Preoccupazioni per la guerra commerciale

Ceccato ha manifestato preoccupazione per le ripercussioni delle tensioni commerciali sull’economia globale, riferendosi alle decisioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo ai dazi. Martedì, la Casa Bianca ha annunciato che nuove tariffe reciproche entreranno in vigore il 2 aprile, nonostante le richieste di rinvio. Gli Stati Uniti hanno introdotto un dazio del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio e un 20% su quelle provenienti dalla Cina, con minacce di un ulteriore 200% su alcolici europei. Ceccato ha avvertito che tali politiche commerciali potrebbero avere effetti “significativi” sull’economia statunitense, influenzando la crescita e incrementando l’inflazione. Anche l’Europa, secondo il CEO, potrebbe risentire della guerra commerciale, sebbene le spese per la difesa possano offrire un certo sollievo.

Aumento della spesa per la difesa in Germania

In settimana, il Parlamento tedesco ha approvato una riforma che modifica le norme sul debito pubblico, come richiesto dal cancelliere designato Friedrich Merz. Questa riforma consente maggiore flessibilità nella spesa, esentando gli stanziamenti per la difesa superiori all’1% del PIL dalle limitazioni. È stato istituito anche un fondo di 500 miliardi di euro per rinnovare le infrastrutture. Le aziende europee nel settore della difesa beneficiano di questa spinta, con azioni come quelle di Rheinmetall che sono aumentate del 124,8%, Thales del 79,2% e Leonardo dell’82,9% nell’anno in corso.

Necessità di maggiori capitali per l’Europa

Riguardo alla competitività dell’Europa, Ceccato ha sottolineato l’importanza di attrarre maggiori capitali. Ha affermato che è fondamentale sfruttare le risorse delle istituzioni europee e combinarle con il capitale privato per affrontare le sfide attuali. Ceccato ha evidenziato che le aziende europee devono affrontare maggiori difficoltà rispetto a quelle statunitensi nell’accesso ai capitali, a causa di un mercato finanziario più frammentato e di un atteggiamento più cauto verso il rischio nell’Unione Europea. Questi fattori possono ostacolare l’innovazione e la crescita delle imprese europee.

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