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La transizione green vale 150 bilioni di dollari, parola di Bank of America

In uno studio recentemente pubblicato, Bank of America inquadra in 5 bilioni di dollari all’anno fino al 2050 la quantità d’investimenti necessaria per completare la transizione verso la piena sostenibilità dell’economia globale.

In questi giorni le tematiche green sono al centro del dibattito nazionale e globale. Il recente G20 di Roma, per esempio, si è concentrato proprio sui problemi della transizione energetica e su come accelerarla. Così come al COP26 di Glasgow che terminerà il prossimo 12 novembre 2021. Sorge così spontaneo il dubbio che le tempistiche scelte dalla Bank of America per pubblicare il proprio studio non siano state del tutto casuali. “Transwarming world” – gioco di parole fra “trasformare” e “riscaldare” – analizza nel dettaglio gli investimenti necessari per completare la transizione. Si parla di numeri enormi e di soluzioni complicate.

Cosa dice la Bank of America:

150 bilioni, cioè 150.000 miliardi di dollari, l’investimento che la Bank of America prevede da oggi al 2050. 30 anni di sforzi economici mai visti prima. Tutti basati su un aumento della tassazione e una costante creazione di debito da parte delle banche. Questo perché il finanziamento di cifre tali in uno spazio così ridotto di tempo non potrebbe che arrivare a debito. Una quantità enorme di soldi che sostanzialmente andrebbe stampata in modo molto simile a quanto fatto da Mario Draghi durante la crisi economica del 2008. Un nuovo quantitative easing quindi, a cui va ricollegato un prevedibile aumento dell’inflazione e della tassazione, come già sottolineato. Le prospettive, dunque, non sembrano delle più floride.

I più maliziosi dietro questa mossa potrebbero vedere un enorme conflitto d’interesse globale e allineato, come mai prima. La realtà è un’altra. Il quantitative easing ecologista garantisce una cascata di soldi gratis alle banche e alle istituzioni di tutto il mondo. Quali saranno le conseguenze? Sull’inflazione, per esempio, o sui tassi d’interesse. Ancora sconosciute, ma di certo si va verso un futuro dove il denaro sarà sovrabbondante. Un nuovo reddito universale? Il dado è tratto. L’esito incerto.

Davide Arcidiacono

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