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Il Governo vuole cambiare il TRF, adesso non lo percepirai più: una nuova riforma mette a rischio il trattamento di fine rapporto

Roberto Arciola 28 Maggio 2025
Il Bonus Benessere viene erogato in due tranche: un acconto del 20% sarà versato a luglio 2025, mentre il saldo dell'80%

Un’opportunità Strategica per le Famiglie e i Giovani (www.economiafinanzaonline.it)

Il dibattito sulla sostenibilità del sistema pensionistico è sempre più acceso, con nuove proposte sulla ristrutturazione previdenziale.

Un tema centrale è rappresentato dal Trattamento di Fine Rapporto (TFR), il quale potrebbe subire una trasformazione radicale con l’idea di affidarne la gestione all’INPS. Questa proposta, sostenuta dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, ha suscitato preoccupazioni e dibattiti tra lavoratori, sindacati e esperti del settore.

L’analisi della situazione attuale è allarmante: secondo Eurostat, il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è destinato a deteriorarsi ulteriormente nei prossimi decenni. Nel 2070, l’indice di dipendenza degli anziani potrebbe superare il 65%, ben al di sopra della media europea che si attesta sul 59,1%. Questo scenario preoccupante solleva interrogativi su come garantire pensioni adeguate senza aumentare la pressione fiscale o ridurre i servizi sociali.

Un’idea innovativa per il TFR

La proposta di lasciare il TFR nelle casse dell’INPS si configura come una risposta a queste sfide. In sostanza, i fondi accumulati dai lavoratori non verrebbero più automaticamente trasferiti ai fondi pensione integrativi, ma rimarrebbero sotto la gestione pubblica. Questo approccio mira a utilizzare il TFR per rafforzare la previdenza pubblica, creando una fonte di reddito per il sistema pensionistico e garantendo una maggiore stabilità finanziaria.

Uno degli obiettivi principali di questa proposta è quello di garantire maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione. Attualmente, il sistema è rigido e molti lavoratori, pur avendo maturato i requisiti, non possono andare in pensione anticipatamente a causa delle restrizioni attuali. La nuova gestione del TFR dovrebbe consentire di ridurre l’effetto del moltiplicatore 3,2, che oggi regola l’accesso alla pensione anticipata. Ciò significherebbe che chi ha contribuito a lungo potrebbe avere l’opportunità di lasciare il lavoro prima del previsto, senza subire penalizzazioni eccessive.

Tuttavia, questa proposta solleva anche interrogativi significativi riguardo ai diritti individuali dei lavoratori.
La questione degli anticipi (www.economiafinanzaonline.it)

Tuttavia, questa proposta solleva anche interrogativi significativi riguardo ai diritti individuali dei lavoratori. Attualmente, il TFR può essere utilizzato per ottenere anticipi in caso di necessità personali, come l’acquisto di una casa o per spese sanitarie. Se la nuova gestione del TFR venisse attuata, i lavoratori non avrebbero più accesso a queste forme di sostegno immediato. In sostanza, il TFR diventerebbe un capitale vincolato, che il lavoratore potrebbe utilizzare solo al momento del pensionamento. Questo cambiamento rappresenta un passaggio significativo da un sistema che offre flessibilità a uno che limita le opzioni di utilizzo e protezione economica.

Il dibattito sulla gestione del TFR si inserisce in una riflessione più ampia su come garantire pensioni dignitose senza gravare sulle generazioni future. La questione rimane aperta e suscita interrogativi fondamentali su come bilanciare le esigenze di oggi con le sfide di domani.

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