Il Governo ormai in crisi di fatto fa scendere la borsa del 2%.

Il Ftse Mib archivia la seduta scendendo sotto i 22.000 punti, a quota 21.641 (-2,03%).

Piazza Affari perde il 2%, in scia ai cali del comparto bancario, penalizzato da uno spread risalito a 192 punti base (186 pb in chiusura ieri). Presto lo spread tornerà a 210 per via della ormai insopportabile in certezza che regna a Roma, nei palazzi governativi. Il contratto di governo è ormai bloccato da giorni . L’unica certezza è la litigiosità dei due vicepresidenti del consdiglio e l’assoluta paralisi delle iniziative che dovrebbero portare l’ Italia a un maggiore sviluppo delle politiche economiche.

Le Borse, dopo un avvio positivo, hanno rallentato a seguito delle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve di St. Louis, James Bullard, che ha evidenziato come il quadro attuale non richieda un taglio dei tassi di 50 punti base e che una riduzione di 25 pb sarebbe adeguata. Le tensioni internazionali legate all’ Iran, la lentezza nello sviluppo dei negoziati tra Usa e Cina, il Russiagate in Italia non renderanno agevole il compito ai listini azionari.

Sul fronte macro, l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall’Universita’ del Michigan, secondo la lettura preliminare di luglio, si e’ attestato a 98,4 punti, leggermente al di sopra del consenso degli economisti a quota 98 punti. Il sotto-indice relativo alle aspettative si e’ assestato a 90,1 punti, mentre quello relativo alla situazione corrente e’ risultato pari a 111,1 punti.

Tra le blue chip hanno chiuso sopra la parita’ unicamente Stm (+2,29%) e Moncler. In rosso i bancari: Intesa Sanpaolo  -2,05%, Bper  -2,14%, Unicredit -3,66%, Ubi B . -4,48%, Banco Bpm  -6,03%. Segno meno anche per le utility, con Terna  che ha ceduto il 4,15% insieme a Enel (-4,13%), Snam  (-3,97%), Hera  (-3,44), Italgas  (-3,23%).Segnaliamo anche la perdita di oltre 7 punti percentuali da parte di Trevi in seguito ai disaccordi nel CDA. Il livello raggiungibile al ribasso dal ftse è di 21.000. l’ S&P non terrà i 3.000 e presto scenderà fino a 2.900 perdurando le tensioni internazionali. Inoltre se il taglio sarà di soli 25 punti , assisteremo a un ulteriore discesa.

Fabrizio Piscopo

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