Il Dax ha toccato il massimo 11.650 e l’ Eurostox 3.315, storno in vista.

Come scritto ieri gli indici stanno iniziando a prendersi una doverosa pausa di riposo , e dopo una apertura verso i massimi Lunedì 1° di Aprile, ora stanno ripiegando

Dall’osservazione degli indicatori tecnici e dei valori toccati dai listini si nota che i livelli massimi di periodo potrebbero essere stati toccati. I valori sono i seguenti : Ftse Mib 21.500, Dax11.840 e ora 11.650 come barriera piuttosto dura da superare, Stoxx  3.341 e ora 3.315. Il rintracciamento è iniziato, nonostante i segni verdi di oggi. Il top di periodo del  Dax è 11.650, valore approssimativo di oggi. 

I livelli di arrivo sono : Ftse Mib arriverà alla rottura di 20.900 a 20.350, se dovesse rompere anche quel livello potrebbe arrivare fino a 19.800 . Dax 11.100 e poi 11.000 con forse spikes negativi fino a 10.900, Stoxx 3.247, poi 3.210 e infine 3.165.

S&P da 2.600 può spingersi fino a 2.770/2.680 .Inutile riprendere i soliti temi Usa – Cina, Brexit e via dicendo mentre utile sembra soffermarsi sulle recenti dichiarazioni di Tria che conferma la stagnazione dell’economia italiana. L’ammissione di un dato che, di fatto, tutti conoscono, da parte del ministro dell’economia, sembra però non toccare, per ora i mercati.

Si tratta di una situazione temporanea, ovviamente. Ne riparleranno tutti appena i mercati inizieranno a scendere sui livelli sopra indicati.

Stando invece in territorio positivo, segnaliamo le buone prospettive di due titoli : Buzzi che sta dimostrando di avere ancora grande forza e Assicurazioni Generali che hanno oggi superato i 16.60 e mantengono un trend positivo. Buono spunto di STM che inanella un altro 3,4% recuperando buona parte del territorio perduto dopo le dichiarazioni di Infineon. 

In leggero rintracciamento Telecom dopo il 3,5% realizzato all’indomani del CDA che ha sancito la stabilità della società . L’oro sotto i 1.300 dollari e il petrolio in recupero a 61,02 completano lo scenario. Spread a 255, sostanzialmente stabile al doppio del valore del pre-elezioni. Costo stimato per gli italiani intorno ai 6 miliardi nell’anno. 

Fabrizio Piscopo

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