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Green pass, che inverno sarà per chi ne è sprovvisto?

Con l’avvicinarsi della stagione invernale facciamo il punto della situazione sulle norme e i divieti che ci accompagneranno nei prossimi mesi

L’estensione dell’obbligo vaccinale previsto dal Decreto 9 Settembre del Governo Draghi già prefigura un green pass sempre più rilevante in questa fine 2021. E sono proprio i divieti previsti per chi è sprovvisto della cosiddetta “Certificazione Verde” la strategia che l’esecutivo sta attuando per spingere gli ultimi a vaccinarsi. 

Allo stato attuale il green pass è necessario per andare al ristorante (al chiuso), per le palestre, i centri benessere, i mezzi pubblici ad alta percorrenza, e, da ultimi, per gli istituti scolastici. Ma con il previsto aumento dei contagi coincidente all’inizio della stagione invernale.

A quali privati verrà esteso l’obbligo?

Allo stato attuale delle cose non dovrebbero essere aggiunti nuovi servizi per i quali la certificazione verde sarà richiesta. Ciò significa che i privati cittadini sprovvisti di green pass non vedranno allargarsi la sfera di divieti a loro imposta, rispetto alla stagione estiva.

banchi scuola

Il decreto che è in preparazione per il futuro prossimo andrà a coprire una delle lacune più evidenti dell’attuale normativa. Infatti, allo stato attuale delle cose, i privati cittadini sono obbligati a presentare la certificazione per accedere ai servizi sopra menzionati, mentre lo stesso obbligo non è richiesto ai lavoratori delle medesime palestre, o pizzerie e ristoranti.

È quindi lecito attendersi che l’estensione riguarderà: camerieri, baristi, personal trainer, lavoratori di cinema e teatri, così come agli autisti e ai tranvieri dei mezzi pubblici.

Per quali nuovi settori?

Infine è ampiamente probabile che nuovi settori, finora esclusi dalla certificazione obbligatoria per legge, vengano inclusi. Fra questi tutti gli sport all’aperto, sci compreso. Ma anche tavoli all’aperto in bar e ristoranti, così come per parrucchieri e centri estetici. Questi ultimi fra i settori più colpiti dai lockdown.  

Non dovrebbe essere esteso invece agli studenti di scuole e università. Così come non dovrebbero essere colpiti gli spostamenti autonomi fra regioni.

Davide Arcidiacono

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