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Deduzioni e detrazioni fiscali: differenza e campi di applicazione

Quando si parla di “dichiarazione dei redditi” viene spontaneo pensare a detrazioni e deduzioni fiscali, ovvero quegli strumenti contabili in grado di abbattere l’utile imponibile o, addirittura, direttamente l’imposta a debito… Strumenti ancor più sotto la lente di ingrandimento in un periodo difficile come quello attuale e con le svariate agevolazioni in tal senso concesse dal Governo per far fronte alla crisi.

Essere a conoscenza di quali oneri siano detraibili e quali deducibili serve, innanzitutto, per comprendere quali siano le basi di una dichiarazione reddituale ma, sopratutto, a gestire al meglio i costi per abbattere il proprio carico fiscale, anche per i lavoratori che hanno aderito al regime forfettario per cui faremo un discorso a parte al termine dell’articolo.

Cosa sono le deduzioni fiscali

Le deduzioni fiscali sono agevolazioni della tassazione che si applicano al reddito lordo e servono ad abbassarne l’importo. In particolare, si tratta di specifici costi sostenuti dal contribuente che sarà possibile sottrarre direttamente dalla totalità del reddito lordo andando così a formare il cosiddetto reddito imponibile.

Fonte foto: https://www.pexels.com/photo/calculator-and-notepad-placed-on-usa-dollars-stack-4386366/

Infatti, il risultato che si ottiene da questa operazione rappresenta il “reddito imponibile“, ovvero quel numero a cui applicare l’aliquota relativa alla specifica imposta che si vuole calcolare. Infatti, la tassazione viene calcolata, non sull’intero reddito, ma proprio sul cosiddetto “imponibile” secondo il calcolo seguente:

  • Reddito Imponibile = Reddito Lordo – Deduzioni Fiscali

Cosa sono le detrazioni fiscali

Le detrazioni fiscali invece sono dei costi specifici sostenuti dal contribuente che sarà possibile portare, ovviamente in percentuale, in diminuzione dell’imposta stessa che, nel caso delle persone fisiche, è rappresentata dall’IRPEF. Le detrazioni fiscali verranno pertanto applicate dopo le deduzioni, infatti per l’applicazione di tali agevolazioni sarà necessario aver già calcolato l’imposta e, pertanto, aver già sottratto al reddito lordo le deduzioni.

In linea generali le spese detraibili, siano esse:

  • spese mediche;
  • acquisto farmaci;
  • visite veterinarie;
  • canoni di affitto;
  • rate del mutuo;
  • spese di ristrutturazione, ecc.

danno la possibilità al contribuente di sottrarre dall’imposta lorda il 19% degli importi pagati relativamente a tali costi sostenuti nel corso del periodo di imposta, a patto che le stesse siano state pagate attraverso un metodo tracciabile (assegno bancario o postale, carta di credito o di debito, assegno, ecc.).

Per sintetizzare ulteriormente, il calcolo che vede coinvolte le detrazioni fiscali è il seguente:

  • Imposta netta (da pagare) = Imposta Lorda – Detrazioni fiscali

Detrazioni e deduzioni nel regime forfettario

Partendo dal presupposto che il regime forfettario non sia soggetto ad IRPEF, sconta infatti l’imposta sostitutiva al 15% calcolata su una percentuale del fatturato, viene spontaneo comprendere come gli oneri deducibili siano ininfluenti  al calcolo del reddito imponibile per tale regime agevolato.

In particolare, se per l’IRPEF è valida la formula “ricavi – costi = reddito netto” a cui applicare l’aliquota di imposta, e al risultato sottrarre le detrazioni fiscali, nel regime forfettario il calcolo è decisamente più diretto, senza tener conto di alcun onere deducibile né spesa detraibile.

Vengono meno a questo principio soltanto i contributi previdenziali obbligatori pagati nel periodo di imposta che rappresentano l’unica deduzione ammessa senza alcun altro tipo di altro vantaggio, né contabile né fiscale, prodotto da eventuali costi specifici sostenuti dal contribuente.

Nel regime forfettario, infatti, le uniche spese deducibili, oltre ai contributi previdenziali, sono quelle calcolate in modo forfettario attraverso l’applicazione del coefficiente di redditività legato alla specifica attività svolta e indicati a seconda del diverso codice ATECO.

Deduzioni e detrazioni: troppo spesso trascurate in nome del disordine e dell’elusione fiscale

Calcolando che il Fisco italiano è uno dei più voraci a livello europeo e fa la sua “parte” anche a livello mondiale, lo sfruttamento di eventuali detrazioni e deduzioni fiscali concessi dal nostro ordinamento al contribuente può aiutare in maniera significativa a ridurre le imposte da versare a fine anno.

Ciononostante, sono opportunità che in troppi sprecano per superficialità, ignoranza o soltanto a causa del disordine, infatti, capita troppo spesso di non sapere che determinati costi possono portare ad un risparmio di imposta e, pertanto vengono gettate nel cestino le ricevute o gli scontrini fiscali. Considerando che gli oneri deducibili e le spese detraibili sono davvero innumerevoli e di svariata natura, sarebbe bene che ogni contribuente fosse informato su cosa possa portare effettivamente ad un risparmio di imposta e conservi con cura le ricevute da consegnare al proprio commercialista. Quindi, in primo luogo la conoscenza dell’argomento e, in secondo luogo la conservazione della documentazione, possono portare ad un risparmio fiscale che, altrimenti, andrebbe perso.

In seconda battuta, può capitare che i professionisti, o altre categorie di lavoratori autonomi, a fronte di piccoli sconti proposti al cliente chiedano di incassare i corrispettivi senza rilasciare alcuna ricevuta, un malcostume tutto italiano che, ovviamente, si ripercuote sul contribuente e, in misura maggiore sulle casse dello Stato costretto a richiedere sempre maggiori sacrifici ai contribuenti onesti.

Redazione

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