Roma – Il 26 marzo 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha confermato l’introduzione di dazi del 25% su tutte le automobili importate, a partire dal 2 aprile. Questa misura riguarda esclusivamente i veicoli non prodotti negli Stati Uniti. Trump ha dichiarato che questa decisione porterà le case automobilistiche a spostare le loro produzioni sul suolo americano, con stime di incassi che potrebbero variare tra 600 miliardi e 1 trilione di dollari nei prossimi due anni. La reazione europea non si è fatta attendere, con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha espresso il suo profondo rammarico per la scelta statunitense.
Il governo giapponese ha definito “estremamente spiacevole” l’applicazione dei dazi sulle auto importate negli Stati Uniti, evidenziando il potenziale impatto negativo sui rapporti economici bilaterali e sul commercio globale. Il portavoce del governo nipponico, Yoshimasa Hayashi, ha confermato che Tokyo sta valutando possibili contromisure, come già anticipato dal primo ministro Shigeru Ishiba. Le autorità giapponesi sono in cerca di un’esenzione da queste nuove tariffe, sottolineando l’importanza di mantenere relazioni commerciali stabili.
Le borse asiatiche hanno reagito in modo diverso all’annuncio di Trump. La Borsa di Hong Kong ha aperto in territorio positivo, con l’indice Hang Seng che ha guadagnato lo 0,37%, attestandosi a 23.570,07 punti. Al contrario, le Borse cinesi hanno registrato perdite: l’indice Composite di Shanghai ha visto una diminuzione dello 0,19%, mentre quello di Shenzhen ha perso lo 0,43%. Anche la Borsa di Tokyo ha aperto in ribasso, con il Nikkei che ha perso oltre lo 0,5%, accumulando un calo dello 0,65% nei primi minuti di contrattazione.
Le aziende automobilistiche giapponesi e sudcoreane hanno subito un duro colpo all’apertura delle borse. Le azioni di Toyota, Nissan e Honda sono scese di oltre il 3%, mentre Hyundai ha registrato un calo simile. Il sindacato statunitense United Automobile Workers ha accolto con favore la decisione di Trump, vedendola come un segnale di supporto per i lavoratori americani. Il presidente del sindacato, Shawn Fain, ha dichiarato che le azioni del presidente rappresentano un passo importante verso politiche più favorevoli ai lavoratori.
Il premier canadese, Mark Carney, ha descritto la decisione di Trump come un “attacco diretto” al Canada, promettendo di difendere i lavoratori e le aziende canadesi. Le stime indicano che i dazi potrebbero ridurre significativamente le esportazioni di auto giapponesi e canadesi verso gli Stati Uniti, con perdite stimate di 65,5 miliardi di dollari per il Messico e 43,3 miliardi per il Canada. L’Unione Europea sta valutando le ripercussioni e sta cercando soluzioni negoziate per proteggere i propri interessi economici.
Donald Trump ha confermato che i dazi del 25% saranno permanenti e ha descritto il 2 aprile come il “Giorno della Liberazione”. Ha inoltre annunciato che chi acquisterà un’auto prodotta negli Stati Uniti potrà beneficiare di deduzioni fiscali. Il presidente ha ribadito che le aziende stanno già cercando di investire negli Stati Uniti, con l’obiettivo di riportare i posti di lavoro e la ricchezza nel Paese.
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