borsa
Sembrerà strano, ma uno degli elementi più importanti dei mercati finanziari è l’emotività di traders e investitori. Spesso, infatti, le notizie sensazionalistiche possono portare paura e diffidenza in chi investe, arrivando ad incidere sul così detto sentiment di mercato. Il risultato di questo approccio è evidente: vengono prese decisioni in condizioni poco lucide, in balia delle emozioni del momento. I risultati di queste scelte sono ovviamente disastrosi, perché vanificano tutta la parte di pianificazione degli investimenti.
Viste le recenti notizie di fallimento di alcune banche, come l’americana SVB e la svizzera Credit Suisse, molti analisti hanno improvvisamente cambiato le loro previsioni di mercato. Ciò che bisogna fare è riuscire a individuare i crolli di mercato in maniera oggettiva.
Essere in preda all’emotività, in finanza, comporta il rischio di commettere molti errori. Questa alta probabilità di sbagliare è dovuta ad una sorta di effetto gregge.
Secondo questo effetto, le persone si sentono sicure delle emozioni che provano se sono in un gruppo che sente le stesse cose. In questo modo, provando un senso di tranquillità, le analisi sono influenzate da queste emozioni collettive.
Il risultato è che, pur di rimanere sereni, gli investitori compiono scelte di mercato non oggettive e spesso contrarie a quanto hanno sempre fatto. Un’analisi dunque poco lucida che porta, nel lungo periodo, a conseguenze disastrose.
L’esempio più recente è quello portato dal fallimento di SVB e dalla crisi di Credit Suisse. Con le tragiche situazioni di queste due realtà, in finanza sono già circolate le voci di un possibile nuovo 2008, anno nero per molti istituti bancari.
Molte persone, dunque, hanno così lasciato spazio all’emotività senza mettere in conto, da un anno ad oggi, i rialzi dei tassi di interesse di quelle banche. Diversamente, molti si sono trovati preparati con la strutturazione di portafogli di investimento in base al rischio.
Vista la situazione tragica di questi due istituti bancari, la sola cosa da fare è analizzare in modo tecnico il mercato e vedere se, in passato, si sono verificate condizioni simili a quelle odierne.
Per questa analisi di movimenti di mercato, è necessario prendere a modello un timeframe (periodo temporale) lungo. Il primo step è individuare, nel timeframe scelto, i crolli di mercato, ovvero dei forti movimenti verso il basso.
Subito dopo, occorre vedere come ha reagito il mercato appena è iniziato un crollo. Serve, inoltre, capire anche i movimenti di mercato appena prima del movimento verso il basso.
Si noterà che, prima dell’inizio di un crollo, il mercato consegue sempre alcuni periodi (chiamati candele) del timeframe scelto al di sotto delle cifre massime previste. Risulta chiara, in questi casi, la presenza di un ribasso: ma si tratta di una probabilità, e non di una ferma certezza.
I crolli così individuati in un preciso timeframe potrebbero essere momenti di preparazione ad un crollo generalizzato. Tuttavia, in questi casi, si parla sempre e comunque di possibilità.
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