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Cosa succede se non si nomina il RSPP in azienda?

Team Redazione 27 Giugno 2025
Addetta alla sicurezza sul lavoro

Responsabile della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro - www.economiafinanzaonline.it

Le leggi sulla sicurezza sul lavoro devono essere applicate obbligatoriamente in ogni azienda per riuscire a garantire che l’ambiente nel quale si opera sia sicuro.

Uno degli obblighi che la legge impone, nello specifico il D.Lgs 81/2008, Testo Unico che disciplina la sicurezza nei luoghi di lavoro, è quella di nominare un RSPP ossia un responsabile del servizio per la prevenzione e la protezione.

Questo obbligo richiede che venga svolta una nomina ufficiale scegliendo tra datore di lavoro, dipendente aziendale o consulente esterno. La nomina deve essere svolta in modo attento e la documentazione prodotta dal professionista si deve conservare in azienda insieme a tutti gli atti relativi alla sicurezza.

Il RSPP coordina le attività che sono legate alla prevenzione e protezione dei rischi professionali, lavora insieme al datore di lavoro, al RLS e al medico competente. La sua presenza è necessaria anche per organizzare la gestione della sicurezza in modo strutturato e attento.

Chi può svolgere il ruolo di RSPP

Come anticipato, il ruolo del RSPP può essere svolto da tre diverse tipologie di figure, due da nominare internamente all’azienda e uno da nominare esternamente ossia chiedendo il supporto di un professionista che agendo da esterno si occupa di effettuare i controlli e tutti i documenti per certificare la sicurezza del posto di lavoro.

Dunque, i tre soggetti sono:

  • Il datore di lavoro, nei casi consentiti dalla legge.
  • Un dipendente interno, se ha la formazione prevista.
  • Un consulente esterno, quando non ci sono persone idonee in azienda o quando si preferisce che sia un esperto che agisce esternamente a svolgere questa importante mansione.

Il datore può nominare sé stesso come RSPP solo in aziende artigiane o industriali con meno di 30 dipendenti, agricole con meno di 10 dipendenti, ittiche fino a 20 persone e altre aziende con meno di 200 dipendenti.

In settori a rischio elevato, come industrie chimiche, sanitarie o estrattive, il RSPP deve avere competenze specifiche e un percorso formativo adeguato.

Equipaggiamento di sicurezza sul lavoro con casco e giubbotto catarifrangente
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Cosa rischia l’azienda senza un RSPP

Non nominare il RSPP comporta conseguenze serie. Le sanzioni per il datore di lavoro sono chiare:

  • Arresto da tre a sei mesi.
  • Ammenda da 3.071 a 7.862 euro.

Se si verifica un infortunio grave e il RSPP non è stato nominato, si aprono anche profili di responsabilità penale. Il datore può essere chiamato a rispondere di lesioni personali o omicidio colposo, a seconda dei casi.

Oltre ai rischi legali, ci sono conseguenze operative. Senza una gestione strutturata della sicurezza, aumentano gli infortuni, le malattie professionali e le contestazioni da parte degli organi di controllo.

Perché serve il RSPP

Il RSPP è una figura di rilievo per riuscire a mantenere la giusta sicurezza a livello aziendale. Nello specifico questo richiede che svolga attività quali:

  • Valutare i rischi aziendali.
  • Redigere e aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
  • Organizzare la formazione obbligatoria dei lavoratori.
  • Definire le procedure di emergenza.

La sua presenza aiuta a ridurre gli incidenti e i contenziosi. Un ambiente di lavoro sicuro riduce assenze, costi assicurativi e danni d’immagine.

Quando il datore di lavoro fa anche il RSPP

Molti piccoli imprenditori scelgono di ricoprire il ruolo in prima persona. È legittimo, ma richiede un percorso formativo specifico:

  • 16 ore di corso per attività a rischio basso.
  • 32 ore per rischio medio.
  • 48 ore per rischio alto.

La formazione ha validità quinquennale, con obbligo di aggiornamento. Per quanto riguarda il datore che si assume questo compito deve comunque formalizzare l’incarico e comunicarlo al RLS. Non farlo espone all’accusa di mancata nomina, con le sanzioni previste.

La nomina del RSPP è in definitiva una condizione essenziale per operare nel rispetto della legge e per tutelare la salute dei lavoratori. Trascurare questo obbligo significa esporre sé stessi e l’azienda a rischi concreti, sul piano penale, economico e organizzativo.

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