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Chi è Marta Cartabia, Ministra della Giustizia e Presidente della Consulta

La Ministra della Giustizia è Marta Cartabia, docente di Diritto costituzionale e presidente della Corte Costituzionale. Scopriamo chi è e quali sono gli obiettivi del suo incarico.

Una delle nuove figure femminili introdotte dl Governo Draghi è Marta Cartabia, che ricoprirà il ruolo di Ministra della Giustizia. Si tratta di una personalità decisiva, dalla lunga esperienza di mediatrice e con una grande disposizione all’ascolto, ma il suo compito non sarà facile. Marta Cartabia sarà infatti chiamata a trovare una sintesi tra gli elementi della maggioranza, sveltire i processi penali e portare a termine un’efficace riforma della giustizia civile. Queste materie hanno sempre creato grandi polemiche e divisioni all’interno del Governo, ma la Ministra della Giustizia può vantare esperienze internazionali e il ruolo di presidente della Corte Costituzionale. Perciò scopriamo chi è Marta Cartabia.

Marta Cartabia

Marta Cartabia: chi è?

Marta Cartabia nasce a San Giorgio su Legnano nel maggio del 1963 e, dopo aver conseguito il diploma come geometra si iscrive all’Università Milano. Sceglie la facoltà di Giurisprudenza e si laurea con lode nel 1987 con una tesi sul diritto costituzionale europeo. La sua formazione ha un’impronta fortemente cattolica e la Cartabia aderisce, sia al Liceo che all’Università, al movimento di Comunione e Liberazione.

Dopo la laurea prosegue gli studi e nel 1993 consegue un dottorato di ricerca, ma continua a specializzarsi in giustizia costituzionale comparata all’Università di Aix-Marsielle. Dal ’93 al ’99 porta avanti il suo ruolo di ricercatrice e diventa assistente alla Corte Costituzionale.

Nel 2000 diventa professoressa ordinaria prima a Verona e poi a Milano, ma nel 2011 viene nominata giudice costituzionale, ruolo che ricoprirà fino al 2014. Grazie all’importanza dei suoi incarichi Marta Cartabia è riuscita a costruire un solido rapporta di fiducia col Presidente Sergio Mattarella, motivo per cui ha ottenuto un seggio così importante.

Marta Cartabia: prima donna alla guida della Consulta

Marta Cartabia è tra le tre donne a essere nominate giudice costituzionale, nonché tra i giudici più giovani, ma la neo-Ministra è andata oltre. Infatti nel 2014 diventa vicepresidente della Corte Costituzionale e, solo quattro mesi più tardi, ne diviene presidente. È proprio questo uno dei più grandi traguardi raggiunti da Marta Cartabia che a oggi è la prima donna ad aver ricoperto il ruolo di Presidente della Consulta.

Va detto che il nome della neo-Ministra era stato indicato da 14 colleghi. Si tratta di un passo importante per la magistratura dove le donne sono circa il 53%, ma non nelle alte cariche.

Da sempre definita fedelissima al Presidente Mattarella, la Ministra della Giustizia Cartabia si è sempre impegnata per la giustizia e per il suo rispetto. Sono note le sue posizioni fermamente contrarie all‘introduzione dei super-prefetti e di altre misure ipotizzate dal Decreto Sicurezza di Matteo Salvini.

Gli obiettivi da raggiungere

Tra le figure di riferimento di Marta Cartabia troviamo anche Eleanor Roosevelt, alla quale la Ministra si è ispirata per costruire la sua capacità di mediare tra diverse personalità. Saranno proprio queste le abilità, insieme alla sua disponibilità all’ascolto e al confronto, alle quali dovrà fare appello per raggiungere alcuni degli obiettivi che sono stai prefissati.

In primo luogo dovrà trovare un’intesa e appianare le divergenze politiche che da sempre contraddistinguono i partiti sul tema della giustizia. Non solo. Come Ministra della Giustizia dovrà studiare una nuova e funzionale riforma della giustizia civile, priorità indicata dallo stesso Governo Draghi. Inoltre dovrà cercare di diminuire i tempi dei processi penali, cercando il più possibile di evitare scontri tra magistratura e politica.

Altro punto fondamentale è la situazione delle carceri, sempre ardua e difficile da gestire. Tuttavia su questo tema Marta Cartabia ha sviluppato un interesse e una sensibilità particolari, soprattutto in seguito ai viaggi, compiuti da lei e da altri giudici costituzionali, nelle prigioni presenti sul territorio italiano.

Davide Marroccoli

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