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Chi è Luigi Di Maio, il confermato Ministro degli Esteri del Governo Draghi

Rimane alla Farnesina Luigi Di Maio, già Ministro degli Esteri durante l’ultimo Governo Conte. Dopo gli incarichi di vicepremier e Ministro del Lavoro arriva la riconferma di Draghi, ma scopriamo chi è.

Luigi Di Maio è il Ministro degli Esteri del Governo Draghi. Il pentastellato viene quindi riconfermato alla Farnesina, incarico che aveva già svolto durante il Conte Bis. Ma questa è solo l’ultima tappa della carriera di Luigi Di Maio. La sua vita politica infatti è costellata di record e importanti incarichi, quali di vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. A lui si devono riforme come quella del reddito di cittadinanza, il Decreto Dignità e l’apertura di un tavolo sulla questione del salario minimo. Scopriamo chi è Luigi di Maio, fedelissimo sostenitore del Movimento 5 Stelle e attuale Ministro degli Esteri.

Luigi di Maio: gli inizi e l’ingresso nel Movimento

Luigi Di Maio nasce ad Avellino nel luglio del 1986, da una famiglia dai forti valori politici, il padre è infatti un ex dirigente del MSI e di Alleanza Nazionale. Studia a Pomigliano e nel 2004 si diploma al Liceo Classico e, in seguito, si iscrive a ingegneria all’Università Federico II di Napoli. Qui la sua inclinazione politica si fa sentire, tanto che Luigi darà vita all’associazione studentesca di ingegneria. Qualche tempo dopo però decide di abbandonare Ingegneria, cambiare percorso di studi e si iscrive a Giurisprudenza senza però laurearsi.

Anche stavolta viene a galla la sua vocazione e, dopo aver fondato il sito StudentiGiurisrudenza.it, si presenta alle elezioni del consiglio studentesco. In questa occasione sarà nominato consigliere di facoltà e presidente del consiglio studentesco. La decisione di abbracciare la strada della politica arriva nel 2007, quando entra a far parte del Movimento 5 Stelle, guidato al tempo da Beppe Grillo. Tuttavia Luigi Di Maio, prima di diventare l’uomo politico che tutti conosciamo, ha lavorato anche come steward allo stadio di Napoli, come webmaster ed è un giornalista pubblicista.

I record e gli incarichi ricoperti

Definito fin dal suo ingresso in politica un “democristiano”, Luigi DI Maio utilizza lo slancio ottenuto dal Movimento 5 Stelle, di cui aprirà l’incontro a Pomigliano, per candidarsi come consigliere comunale nel 2010. Tuttavia non viene eletto per la scarsa quantità di preferenze, solo 59 voti. Ma è proprio qui che iniziano i record di Di Maio. Infatti nel 2013, a soli 26 anni, il pentastellato è stato il più giovane vicepresidente della Camera dei Deputati.

Nel 2017 con le elezioni Parlamentarie indette dai pentastellati viene scelto come candidato, con circa 189 preferenze, e riesce a essere eletto alla Camera. Rimarrà in carica dal 2017 al 2020. Successivamente, durante il primo Governo Conte, aveva svolto contemporaneamente il ruolo di vicepremier, insieme a Matteo Salvini, e Ministro del Lavoro.

Proprio in questo frangente Luigi Di Maio ha emanato alcune delle riforme simbolo per lui e per i 5 Stelle. Stiamo parlando del reddito di cittadinanza e del Decreto Dignità. Inoltre ha contribuito alla stesura degli accordi tra Italia e Cina per la creazione della nuova Via della Seta. Dal settembre 2019 è invece il nuovo Ministro degli Esteri, ruolo sfilato proprio a Salvini e che rappresenta per Di Maio un altro record. Infatti è il primo politico più giovane ad aver guidato la Farnesina.

Luigi Di Maio: posizioni politiche

Definito fin dal suo ingresso in politica un “democristiano” Luigi Di Maio non ha mai fatto mistero della sua volontà di trovare un intesa con la Lega, vecchia alleata di Governo. Al contrario si è sempre battuto contro il PD, dimostrando posizioni piuttosto dure, soprattutto in occasione dei fatti di Bibiano. Nonostante l’alleanza con il Carroccio si sia rivelata fallimentare, Di Maio ha sempre reiterato le sue resistenze nei confronti del PD.

Posizioni che, vista l’intesa auspicata tra PD e 5 Stelle, sembrano essere piuttosto sbagliate. Non si tratterebbe del primo errore di Di Maio, conosciuto anche per i suoi duelli di leadership con Conte e per l’appoggio dato alle manifestazioni dei gilet gialli. Posizioni condivise anche dall’ex compagno di partito Alessandro Di Battista.

Davide Marroccoli

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