Borse in attivo, nonostante il pasticcio Britannico.

Le borse europee sono in leggero rialzo all’apertura di lunedì.

Permangono parecchi elementi di incertezza sia sull’accordo commerciale Usa Cina, sia per l’ennesimo problema venutasi a creare in Gran Bretagna relativamente alla Brexit.

Infatti con una lettera inviata sabato notte a Bruxelles la Gran Bretagna richiesto una nuova proroga sul processo di Brexit. Il problema è nato quando il premier Boris Johnson non l’ha firmata e ha demandato questo compito a un qualunque funzionario inviando nel contempo una lettera al consiglio europeo che attesta di ritenere un errore il nuovo rinvio. Il presidente del consiglio europeo ha accettato la lettera.

Allo stato attuale, dato il fatto che oggi vi saranno pochissimi dati sia nel vecchio continente sia degli Stati Uniti l’unico elemento di spicco è dato dal rallentamento delle esportazioni della Cina  che su base annuale scendono  al 5,2%.

Da tenere d’occhio in Italia in particolare due titoli il primo è Tim dove verrà nominato presidente Salvatore Rossi, ferme restando le diede incarico all’amministratore delegato Luigi Gubitosi, e Unicredit che sta completando la prima linea con ulteriori semplificazioni.

Interessante anche Fincantieri perché il gruppo potrebbe aggiudicarsi la gara da 19 miliardi di dollari indetta dalle autorità Usa per 20 fregate molto il ruolo. Sarebbe un bel segnale da parte di Trump  per compensare parzialmente i danni causati all’Italia con l’applicazione dei dazi .

Tuttavia continuiamo a  ritenere piuttosto pericolosa la situazione nonostante i rialzi e invitiamo a mantenere la massima prudenza.

La nuova capa del fondo monetario internazionale, Kristina Georgieva, infatti segnala che il rallentamento rischia di diventare recessione è difficile in questa situazione stabilire con precisione quali a sette sposare.

Una volta era abbastanza semplice diciamo il 70% in azioni e il 30% in modo.

Con i tassi sottozero ci si aspetterebbe che gli investitori spostassero il loro denaro dalle obbligazioni alle azioni mentre invece è avvenuto il contrario si sono registrati flussi netti positivi sui fondi obbligazionari per 339 miliardi e de flussi dagli azionari per 208.000.

Tutti questi segnali depongono a favore di rischi sul mercato azionario.

Fabrizio Piscopo

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