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BCE e sussidi, interrompere gli aiuti potrebbe esporre l’economia italiana e olandese

La BCE avverte i Paesi dell’Eurozona, anche se i sussidi hanno aiutato a superare la crisi da Coronavirus, revocarli troppo presto avrebbe gravi conseguenze. Scopriamo perché.

I Paesi dell’Eurozona, con l’aiuto della BCE, hanno messo in atto una serie di sussidi per contenere i danni della crisi economica. Il coronavirus ha infatti colpito duramente diversi comparti economici, riducendo la liquidità e bloccando buona parte degli indotti.

Se da una parte i sussidi hanno aiutato i sistemi economici a riprendersi e a contenere le perdite, dall’altra loro presenza potrebbe creare gravi conseguenze. Infatti ritirare i sostegni fiscali troppo tardi, o al contrario troppo presto, potrebbe minare la stabilità finanziaria. A questo proposito la Banca Centrale Europea ha segnalato un contesto problematico. Infatti se la redditività delle banche rimane debole, le possibilità di perdite aumentano, soprattutto per paesi come Italia e Olanda.

In queste due nazioni la vulnerabilità delle imprese sta crescendo di pari passo alla pandemia. Perciò, stando a quanto rilevato dalla BCE, con il venir meno dei sussidi, anche le banche potrebbero risentire della situazione. Ma vediamo di analizzare la situazione più nel dettaglio.

BCE e sussidi: la revoca dei sostegni fiscali

Nel suo resoconto la BCE ha sottolineato che revocare i sussidi, in particolare per prestiti e moratorie, potrebbe dare un brusco stop alla ripresa. Senza considerare che alcune problematiche presenti fin dall’inizio della pandemia, come ad esempio la liquidità aziendale, si trasformerebbero in crisi di solvibilità. Allo stesso tempo anche la stabilità finanziaria è in bilico a causa dell’aumento del debito pubblico e delle aziende stesse.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/euro-banca-centrale-1256252/

Insomma, come afferma la stessa BCE, in un contesto precario come questo è fondamentale revocare i sussidi al momento giusto. Scegliere modo o tempi sbagliati potrebbe portare a un ingente fallimento delle imprese, che restano fondamentali per il tessuto economico nazionale. Inoltre la redditività delle banche dovrebbe rimanere debole, mentre i programmi e i sussidi governativi, attualmente essenziali, dovrebbero concentrarsi sul sostegno legato alla pandemia.

In questo modo si eviterà di fomentare preoccupazioni sulla sostenibilità del debito. Però nonostante la ripresa estiva e la speranza di un vaccino facciano ben sperare, la strada è in salita e costellata di decisioni difficili.

La situazione dell’Eurozona

Nonostante quanto affermato dalla BCE a proposito dei sussidi e della stabilità economica, le banche dell’Eurozona cercano sedimentare i propri bilanci. In effetti solo in questo modo potranno ricevere i dividendi distribuiti dalla Banca Centrale nel 2021. Inoltre le agenzie di credito dovranno dimostrare alle autorità di vigilanza di poter sopportare nuove ricadute provocate dal Covid.

D’altro canto risulterebbe comunque difficoltoso mantenere fino a fine anno il fermo delle cedole, soprattutto per l’incertezza giuridica e il comportamento di Paese come l’Inghilterra. In ogni caso però la decisione dipenderà dalla prudenza dei singoli modelli economici, dagli accantonamenti e dalle prospettive di capitale delle banche. Resta il fatto che la BCE, oltre ad avvertire sull’uso dei sussidi, dovrà capire come impostare la distribuzione dei dividendi, senza ripristinare i modelli pre-Covid.

Fonte foto di copertina: https://pixabay.com/it/photos/euro-banca-centrale-1256252/

Davide Marroccoli

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