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Autonomi e disoccupazione, arriva la rivoluzione: finalmente non più cittadini di serie B, le nuove tutele

Autonomi e disoccupazione, come fare? Se hai perso il lavoro, ora ci sono delle novità anche per te! Scoprile ora!

La differenza più evidente tra lavoro autonomo e dipendente è nel grado di autonomia. Il lavoratore autonomo è il proprio capo, organizza il lavoro e decide gli orari. Al contrario, il dipendente è subordinato a un datore di lavoro, che definisce compiti, orari e modalità di svolgimento delle attività.

Il lavoratore autonomo è responsabile del successo o insuccesso economico. Deve gestire i rischi d’impresa, dalla ricerca dei clienti alla gestione delle finanze. Il dipendente, invece, ha una retribuzione fissa e gode di una maggiore sicurezza economica, ma ha meno controllo sul reddito.

Il lavoro autonomo offre una grande flessibilità. Manca della sicurezza di un contratto a tempo indeterminato e di tutele. Il dipendente, invece, gode di una maggiore stabilità e di una serie di tutele previste dalla legge.

Il lavoratore autonomo deve procurarsi tutti gli strumenti e le risorse necessarie per svolgere il lavoro, come un ufficio, un computer e i materiali di consumo. Il dipendente, invece, ha a disposizione gli strumenti forniti dall’azienda. Ora le cose stanno per cambiare.

Autonomi, le mancate tutele

I lavoratori autonomi non godono di molte delle tutele sociali previste dalla legge. Non hanno diritto alla disoccupazione, alla malattia retribuita o alla maternità/paternità in modo automatico. La copertura previdenziale è parziale e richiede contributi maggiori rispetto a quelli dei dipendenti.

In caso di infortunio sul lavoro, le procedure per ottenere un risarcimento sono più difficili e i tempi di attesa più lunghi. Questa mancanza di tutele espone i lavoratori autonomi a una maggiore vulnerabilità economica e sociale. Cosa cambia quando un autonomo perde un lavoro ora?

Arrivano dei cambiamenti per la disoccupazione – www.economiafinanzaonline.it

Cosa cambia ora

Nel 2024, una importante novità nel panorama delle tutele per i lavoratori autonomi: l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO) diventa una misura strutturale. Questa indennità è destinata a sostenere i professionisti con partita IVA che registrano un reddito annuo inferiore a una certa soglia.

A differenza di altri sussidi, l’ISCRO non è legata a eventi eccezionali come crisi economiche, ma offre un sostegno continuativo a chi vive situazioni di reddito instabile. Potranno richiederla tutti i professionisti con partita IVA che dichiarano un reddito annuo inferiore a 12.000 euro. L’importo dell’indennità, che può variare tra 250 e 800 euro mensili per un massimo di sei mesi consecutivi, viene erogato in base alla riduzione del reddito rispetto agli anni precedenti.

Roberto Toob

Capace di trasformare concetti complessi in contenuti chiari e accessibili, adatti a un pubblico variegato.

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