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Economia: le famiglie di Milano guadagnano quasi il doppio rispetto a quelle di Terni

Terni affronta una crisi economica con reddito pro-capite in calo, mentre Perugia mantiene una certa stabilità. Necessarie politiche e investimenti per colmare il divario con il Nord Italia.
Lorenzo Zucchetti 16 Marzo 2025

Terni si trova a dover affrontare una situazione economica che la pone in una posizione svantaggiata rispetto a Perugia e al resto d’Italia. Secondo un’analisi condotta dal centro studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere, basata sui dati del 2023, l’Umbria ha registrato un incremento del reddito disponibile delle famiglie dell’11,3% tra il 2021 e il 2023. Tuttavia, questa crescita non è sufficiente per ridurre il divario con le regioni più prosperose del Nord Italia. Infatti, Milano guida la classifica con un reddito pro-capite di 34.885 euro, seguita da Bolzano.

Situazione economica a Perugia e Terni

Nel 2023, la provincia di Perugia ha raggiunto un reddito pro-capite di 22.204 euro, posizionandosi al 38esimo posto in Italia, mantenendo una certa stabilità rispetto al 2021. Al contrario, Terni ha visto un calo, scivolando al 68esimo posto con un reddito pro-capite di soli 19.957 euro, uno dei più bassi a livello nazionale. Questo significa che il reddito delle famiglie di Milano è quasi il doppio di quello delle famiglie di Terni. La crescita del reddito in Umbria è principalmente alimentata dal lavoro dipendente, mentre l’impatto dei trasferimenti pubblici risulta minore.

Le parole del presidente della Camera di commercio

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, ha commentato i dati rivelati, sottolineando che l’Umbria sta crescendo, ma non con la velocità necessaria per ridurre il divario con le regioni più dinamiche del Nord. Perugia e Terni rappresentano due realtà diverse: una cerca di mantenere il passo, mentre l’altra fatica a trovare una nuova identità economica. Mencaroni ha evidenziato la necessità di politiche mirate e investimenti strutturali per aumentare la produttività della regione, superando la media italiana. Ha insistito sull’importanza di innovazione, digitalizzazione e una transizione ecologica più rapida per i settori economici chiave come agricoltura, commercio, industria e turismo.

L’impegno per un futuro sostenibile

Mencaroni ha concluso il suo intervento affermando che non è possibile permettersi di rimanere indietro. L’Umbria possiede il potenziale per diventare un modello di sviluppo sostenibile, ma ciò richiede l’impegno di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni alle imprese, per trasformare queste potenzialità in realtà. La Camera di Commercio si è dichiarata disponibile a collaborare con tutti gli altri attori istituzionali per promuovere una crescita economica equilibrata e sostenibile.

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