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Franchising: il valore aggiunto per l’economia nazionale raggiunge 41 miliardi di euro

Il franchising in Italia genera un impatto economico di 94 miliardi di euro e occupa 287.767 persone, con un fatturato di quasi 34 miliardi e una crescita del 9,9%.
Lorenzo Zucchetti 13 Marzo 2025

Ogni euro investito nel settore del franchising produce un ritorno di 2,8 euro per l’economia italiana, generando un impatto sul valore della produzione stimato in circa 94 miliardi di euro. Questi dati emergono da un recente studio condotto da Nomisma per conto di Assofranchising, il quale ha analizzato le conseguenze socio-economiche derivanti dalla presenza e dalle attività del franchising nel nostro Paese, con particolare attenzione all’occupazione.

Fatturato e crescita del settore

Nel Rapporto 2024 di Assofranchising, il settore del franchising ha registrato un fatturato di quasi 34 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 9,9% rispetto all’anno precedente. Le ultime statistiche indicano che nel 2023 il franchising ha dato lavoro a 287.767 persone. L’analisi di Nomisma rivela che il franchising ha generato un impatto in termini di valore aggiunto pari a 41 miliardi di euro: di questi, 24,2 miliardi derivano dall’attivazione diretta, 4,8 miliardi da quella indiretta e 12,1 miliardi dall’indotto. Questo impatto complessivo rappresenta il 2,1% del valore aggiunto dell’intera economia nazionale.

Impatto occupazionale e redditi

Considerando il valore della produzione, l’impatto stimato si attesta a 94 miliardi di euro, con un moltiplicatore finale di 2,8. Ciò significa che per ogni euro investito nel franchising, si generano 2,8 euro nell’economia nazionale. In termini di occupazione, l’impatto complessivo è calcolato in 732.907 posti di lavoro, con un moltiplicatore finale di 2,5. I redditi da lavoro dipendente generati ammontano a 15,9 miliardi di euro, evidenziando l’importanza del franchising nel mercato del lavoro.

Settori coinvolti e distribuzione degli impatti

Gli effetti del franchising non si limitano al settore del commercio, ma si estendono anche ad altri ambiti produttivi. Le industrie del comparto tessile e abbigliamento contribuiscono per il 10,2%, mentre le attività immobiliari incidono per il 7,7% sul valore aggiunto. Per quanto riguarda i servizi, i servizi immobiliari rappresentano il 15,2% e i servizi di alloggio e ristorazione il 7,9%. In termini di occupazione, il settore della ristorazione e dell’alloggio si segnala con un 10,4%, seguito dal tessile e abbigliamento con il 7,5%.

Riflessioni sul mercato del franchising

“Il franchising rappresenta un giro d’affari che equivale all’1,8% del Pil, con effetti diretti e indiretti significativi”, afferma Roberta Gabrielli, responsabile marketing, processi aziendali e comunicazione di Nomisma. “Attualmente, in Italia operano 929 insegne, con quasi 66.000 punti vendita affiliati e 287.767 addetti impiegati”. Il commercio al dettaglio emerge come il comparto più rilevante in termini di produzione, seguito dalle industrie tessili e dalle attività immobiliari. In termini di occupazione, il commercio al dettaglio è affiancato dai servizi di alloggio e ristorazione e dal settore tessile-abbigliamento.

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