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Smettere di lavorare a 61 anni, da quest’anno puoi farlo con facilità: pensione immediata

Clarissa Missarelli 9 Febbraio 2025
Calcoli e pensione

Calcoli e pensione

Con questo metodo puoi andare in pensione prima di tutti i tuoi colleghi: a 61 anni già puoi fare domanda.

L’idea di poter andare in pensione prima dei tuoi colleghi è una prospettiva allettante e che fa gola a tantissimi lavoratori. Prestare i propri servizi tutta la vita e poi sentirsi dire che mancano ancora cinque, sette, dieci anni per poter andare in pensione non è mai una buona notizia. E l’età pensionabile europea è già piuttosto alta, come ben sappiamo. E se vi dicessimo che si può andare in pensione a 61 anni?

C’è un metodo a cui probabilmente non hai mai pensato, che ti permetterà di andare in pensione diversi anni prima rispetto a quanto avresti dovuto senza questo abile “trucco”. Nella piena legalità, naturalmente, potrai tentare di abbassare la tua età pensionabile. Ma come funziona questo metodo? Com’è possibile riuscire a congedarsi dal lavoro così tanto tempo prima?

Così abbassi la tua età pensionabile e lasci il lavoro a 61 anni: come fare

Sono tanti i metodi che offre il nostro Paese per andare in pensione prima e godere così dei benefici dell’assegno pensionistico prima del tempo, garantendo un avvenire sereno alla propria famiglia. I metodi più usati e più efficaci sono, per esempio, la combinazione di vari elementi, per esempio la NASpI 2025 (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e l’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale). In questo modo ci si può godere un’uscita anticipata dal mondo del lavoro.

La NASpI è un’assicurazione per i disoccupati involontari che permette una pensione dignitosa anche a chi non ha un lavoro. Naturalmente per accedervi è importante rientrare in due requisiti fondamentali, come riporta correttamente il sito web Investireoggi.it. I due requisiti sono:

  • essere disoccupati involontari: la NASpI è disponibile soltanto per chi perde il lavoro senza essere responsabile della cessazione del contratto. Ad esempio in caso di licenziamento o termine di contratto.
  • avere almeno 13 settimane di contributi versati negli ultimi 4 anni: la persona deve aver lavorato per un certo numero di settimane e versato i contributi. Inoltre, deve aver lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi precedenti la fine del contratto.

Questo esclude, naturalmente, chi si licenzia volontariamente dal proprio posto di lavoro, per qualsiasi motivo. Il sostegno dura circa due anni, ma cambia a seconda della precedente occupazione.

L’APE è invece destinata a chi ha almeno 63 anni e 5 mesi di anzianità e chi ha versato almeno 30 anni di contributi. Soltanto alcune categorie, tuttavia sono ammesse:

  • disoccupati di lunga durata: chi è senza lavoro da tanto tempo e soddisfa i requisiti contributivi.
  • attività pesanti: se il lavoro è particolarmente logorante o rischioso.
  • disabilità grave

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